Finiti i bagordi per la nottata delle elezioni americane, ci siamo svegliati ieri mattina pensando che il mondo fosse un po' migliorato. Abbiamo trascorso una giornata lontano da TV e giornali, ebri per una volta di belle notizie. Abbiamo trascorso una giornata lontano dal blog, lasciando nel calamaio l'inchiostro digitale.
Poi con l'arrivo della sera la pace ha cominciato a incrinarsi, a mostrare i primi cedimenti sotto il presentimento, un'idea acerba, un brusio, un prurito, un fastidio, un crescente dubbio che c'era qualcosa che non tornava. Ma erano ancora momenti sereni. Ancora era facile grattarsi e far finta di niente.
Intanto però (nella sera per qualcuno, nella mattina di oggi per qualcun'altro) ricominciava l'avvicinarsiai giornali, perchè cazzo, per una volta me li gusto; proverò piacere a leggere o sentire il discorso di Obama (per dirla alla Homer M-I-T-I-C-O); mi gusterò la signorile accettazione della sconfitta di Mc Cain. Potrei leggere pure "il Giornale " e ridire: chissà cosa potranno inventarsi oggi. Era dalle regionali del 2005 che non mi gustavo un'elezione.
E via a leggere, scaricare, ascotlare, guardare. E ci si prende gusto.
Non so come è capitato a voi, ma a me il dramma è stato servito sotto forma di rotellina del mouse, che rotola qualche riga di troppo più in giù e rileva un titolo, neanche fra i principali:
"Gasparri: Adesso Al Qaeda adesso è più contenta".
E allora la vocina si comincia a mostrare, l'idea matura e prende la forma di una domanda: "Ma, adesso gli americani c'hanno Obama, io come faccio a tenemme questi??"
Io come faccio a parlare con un americano e a rispondere alla domanda "Why Berlusconi??".
Fino a ieri era facile "Better than Bush" ed era risolta. Ma oggi??
I più forti avranno retto al massimo fino a stasera, non biasimo i più deboli che non hanno retto così a lungo(ed io sono fra quelli). La sera siamo capitolati tutti: Berlusconi "Obama è giovane, bello e abbronzato". O mio dio!!!! Come lo spiego questo??
"Guardi mr. Obama che sotto la plastica il gionvicello è un allegro pensionato che ha festeggiato i 72 da poco. La sera ultimamente và a teatro, allo stadio, passeggia per la città, viaggia molto e dorme poco. E sarà stato un momento di scarsa lucidità, un appannamento. Non voleva esprimersi in quel modo.
Pensi che una volta a dato del nazista ad un socialista tedesco per lo stesso motivo".
Solo dopo questo capisci che quella sensazione era lo sconforto di sapere che per i prossimi 5 anni noi c'abbiamo l'imprenditore di Arcore. Che se questa è la premessa, figuriamoci quale rapporto idilliaco potremo avere con il nuovo inquilino della casa bianca.
Che noi rimarremo indietro non solo nell'economia, nell'innovazione, nel pensiero e nella democrazia. Rimarremo fuori dalla nascita di una nuova visione del mondo, dalla dissoluzione della strategia del terrore, delle guerre per ricchi signori dell'oro nero.
Fanculo agli americani!!!
giovedì 6 novembre 2008
L'unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura
Obama ha vinto. Il mondo non è cambiato. Quella che è cambiata è la… possibilità di cambiarlo. L’onda del riflusso ideologico partita negli anni ‘80, forte delle teorie neoliberiste dominanti, è finalmente arrivata al capolinea. Forse.
Anche se la fine dell’era Bush, dovesse coincidere con l’abiura delle dottrine preventive, dell’unilateralismo, delle manipolazioni ideologiche a proprio interesse, molto di quell’armamentario dottrinale si è installato nella (in)cultura odierna e continua a muovere il pensiero occidentale. Muovere è un termine che confonde… direi sedare il pensiero.
I seguaci della propaganda della paura continueranno a imperversare, soprattutto qui in Italia dove sono al governo. Ieri Gasparri, ci ha illuminato con la sua attenta analisi politica sulle conseguenze della vittoria di Obama (Al-Qaeda sta festeggiando). Oggi la stampa di regime, e il Corsera (il fiancheggiatore ufficiale) cercano disperatamente d’insinuare che il nuovo presidente avrebbe fatto quello ha fatto Bush, dopo l’11 settembre: combattere con fermezza il terrorismo.
Quindi… in questi anni… noi abbiamo visto una dura e ferma lotta al terrorismo. La guerra in Afghanistan, persino quella in Iraq, erano guerre ad Al-Qaeda.
Le limitazioni alla libertà personale, la dittatura del “reggente”, il controllo sempre più stretto delle forme di dissenso… erano tutte in funzione della guerra ad Al-Qaeda.
Allora non basta mandar via Bush, ma bisogna eliminare le loro bugie, che ora avranno più difficoltà ad alimentare.
Inutile girarci intorno: l’occidente non è mai stato così sicuro come oggi. I dati parlano chiaro: il numero di attentati terroristici in Europa, è infinitamente inferiore agli anni ’70 e ’80. Stesso dicasi per le attività criminali in genere, nonostante l’emergenza segnalata dai media prima di ogni elezione.
La politica del terrore, serve in primo luogo a costruire consenso ed alimentare flussi d’economia illegale. Anche e soprattutto nei paesi arabi: il terrorismo fa paura più nei paesi dove nasce. E fa decisamente molti morti in più.
Mentre continuano a mostrare i terroristi come rozzi contadini fondamentalisti, sorvolano tranquillamente sulle capacità d’analisi economica di Bin Laden e delle strutture collegate. Non fanno riferimento alle mirate azioni di compra vendita fatte dalle finanziarie legate ad Al-Qaeda prima e dopo l’11 settembre.
Mentre la lotta al terrorismo, si trasformava in due guerre a paesi medio orientali, non è stato fatto nulla per colpire i capitali e le strutture attraverso cui si finanziano attività illecite. Soldati e bombe si, lotta alle zone di fiscalizzazione leggera e prive di controlli no.
Ora bisognerà smontare la retorica dietro a cui hanno continuato a speculare in questi anni, e che è stato il maggior sostegno all’economia del terrorismo. Ora basta con l'ipocrisia del "con noi o contro di noi".
martedì 4 novembre 2008
Aspettando Aspettando
Seguo queste elezioni, con una passione che non mi ricordavo. Sarà perchè la bocca amara me la sono fatta tante volte (per la serie arifamose co l'aglietto) e sta volta tutti i segnali sembrano essere positivi (scongiuri , controscongiuri, dita incrociate e sonore grattate): il grande nero, Obama bumaye, sta andando a vincere e a diventare il nuovo presidente degli stati uniti.
Vorrei avere la capacità di simulare del Massi.
Sarà una lunga notte.
Vorrei avere la capacità di simulare del Massi.
Sarà una lunga notte.
La scelta unica

Noi italiani siamo piuttosto abituati (o costretti) a confrontarci con problemi la cui soluzione è unica. Non c'entra il buon senso, non c'entrano limitazioni dovute alla natura dei problemi o delle situazioni. Per non turbarci, l'attuale governo ci rende la vita molto semplice proponendoci problemi complessi in pratica già risolti scegliendo l'unica soluzione possibile.
L'antifona si poteva capire già dal porcellum: non perderti nella scelta del candidato, ma scegli solo la lista (che se poi è composta da due schieramenti praticamente identici nei programmi e negli attegiamenti, diventa scelta unica). La sua riproposizione peggiorata per le prossime elezioni europee ne è il naturale proseguo.
Ma anche nella gestione della cosa pubblica il libero arbitrio sta diventando un fronzolo di cui disfarsi. Alitalia è un ritornello di appelli al buon senso perchè CAI è l'unica alternativa al fallimento (è giu botte ai sindacati che non capiscono), la scuola può essere salvata solo con la Gelmini (è giu botte, in questo caso letteralmente parlando, agli studenti che non accettano), la monnezza si smaltisce solo bruciandola (è giu botte, anche in questo caso fisiche, ai manifestanti), etc etc etc.
Lo schema è da imbecilli (sia per chi lo applica, sia per chi lo accetta), però per una volta lo voglio prendere in prestito e regalarlo agli "amici" americani (il fine giustifica i mezzi, potrei aggiungere).
Oggi il vostro voto non è una scelta: è vero avete due caselline con scritto Bararck e Mc Cain, ma, sinceramente, volete proprio rimettervi in mano ad uno che per assomigliare a Bush si è dovuto prendere la Palin, altrimenti non avrebbe raggiunto il livello minimo di gaffes (per non dire di peggio) richiesta ad un presidente di parte Repubblicana.
Veramente volete continuare a farvi odiare da tutto il mondo seguendo una politica di conquista e gestione del terrore che vi porterà allo sfascio??
Allora allenatevi con la mente: con un po' di concentrazione potrete far scomparire la casella "Mc Cain" e mettere a tacere pericolosissime deviazioni.
PS: Pensate soprattutto che non dovrete vedere più le scenette di Berluska cagnolino alla corte del "grande" Bush. Noi italiani non saremo così fortunati.
E dopo Corrado, Sabina e Caterina... arriva Paolo!
è quello che ho esclamato ieri notte dopo aver letto le dichiarazioni pubbliche del canuto e barbuto senatore del PDL, Paolo Guzzanti, conosciuto soprattutto per il legame di sangue con Corrado, Sabina e Caterina, figli ribelli con una carriera artistica che ha fatto da sempre satira su tutti gli amici di papà.
Proprio Sabina, a luglio, aveva dato contro all'attuale ministro delle pari opportunità davanti ad una gremita piazza navona (io c'ero ndr), con riferimenti ad intercettazioni telefoniche (perchè non vengono ancora pubblicate se ci sono? ndr) in cui la giovanissima e conturbante ministra spiegava ad un'amica, come posso dirlo.. ehm..mmm... spiegava come maneggiare e deliziare un pisello, ma non un pisello qualsiasi ma IL PISELLO (maiuscolo) del presidente del consiglio; un pisello con scritto sopra "handle with care", un pisello stanco e provato dopo anni di lavoro, un pisello che mi fa pensare alla lampada di aladino, tu strofini e dopo hai tre desideri da esaudire.
Polemiche, denuncie, querele, insomma non è successo niente di rilevante da quel giorno, finchè, un giorno di novembre, papà Paolo deicide di pubblicare un post nel suo blog del quale riporto brevi citazioni:
"calendarista alle pari opportunità"
"esistono proporzionati motivi per temere che la signorina in questione occupi il posto per motivi che esulano dalla valutazione delle sue capacità di servitore dello Stato, sia pure apprendista. La sua intelligenza politica è nulla"
"Resta aperta una questione irrisolta: quali meriti straordinari hanno condotto questo giovane cittadino della Repubblica ad una carriera così fulminea? Mi chiedo come questa persona abbia ottenuto il posto"
"Per quel che ne so, dai testi oculari, più di una. Per questo lo scandalo sarebbe devastante, costituzionalmente e istituzionalmente devastante. Più di scambio, tratterebbesi di compenso. Come scrisse Cossiga: 'ai miei tempi si offriva un filo di perle o un appartamento'"
e sul finale il tripudio:
"C'entra il senso dello Stato, il primato delle regole, la limpidezza della democrazia. Abbasso la mignottocrazia, viva la Repubblica" (solenne come il discorso del Presidente degli Stati Uniti in Independence day).
Sarà il solito siparietto, il solito gossip, quindi da stamattina, da domani, i personaggi in questione resteranno dove sono, a scaldare quella sedia ottenuta con sacrifici, continueranno a fare le nostre leggi, continueremo a votarli ed a stringergli la mano, una volta incontrati per strada.
E' questo il veleno verso il mio paese, verso il mio popolo: si scoprono zozzerie e magagne, soprusi, clientelismo, favori però non si fa niente per cambiare, per mandare a casa questi pupazzi.
Il sovrano popolo italiano ha quello che merita, ha, ai piani alti, lo specchio incravattato dei piani bassi.
lunedì 3 novembre 2008
Il giorno della svolta
Abituati ad alternare scetticismo e pessimismo, a causa delle vicende politiche dell’ultimo decennio, si tende a sottovalutare (o a negare) l’importanza di quest’evento. Apocalittici a parte, che non riescono a credere che questo stia accadendo realmente, la maggioranza rimane perplessa: se anche fosse? Tanto alla fine, democratici e repubblicani sono uguali e chiunque detenga il potere, gli stati uniti rimangono dei guerrafondai.
Il potere ha sempre un aspetto tetro, cantava Guccini. Ma la forma che assume non è sempre uguale, e questo fa la differenza. Se a diventare presidente è un ex petroliere, fondamentalista religioso che si circonda di lobbisti e intrallazzatori spregiudicati, beh… la storia ci ha mostrato che le cose tendono a prendere una certa piega. Le parole e i gesti di quella amministrazione influenzano l’agenda politica internazionale e diventano punto di riferimento per tutto l’occidente. Ma le conseguenze sanno essere devastanti: può addirittura cambiare il modo di vedere e interpretare il mondo, oltre che di viverlo. Pensate solo all’affossamento del diritto internazionale e dello stesso “habeas corpus” con Guantanamo, mentre l’economia del terrore si sviluppava e si diffondeva in ogni settore.
A diventare presidente adesso è una persona di colore.
Volente o no, alle sue spalle ci sono milioni di persone prima schiave, poi oppresse, segregate o perseguitate, e mai pienamente integrate. Magari lui cerca anche di evitare questa immagine, ma questa è ben presente nei suoi elettori, negli occhi di chi lo guarda e si aspetta che lui porti il riscatto, la solidarietà, il welfare, l’etica e la responsabilità sociale nell’economia, la fine di politiche dettate dagli interessi di lobbies petrolifere, di nuovo la speranza. Se vorrà essere rieletto, non potrà deludere queste aspettative. Il programma politico di Obama ha alcune proposte semplicemente… progressiste. C’eravamo dimenticati che ancora si potesse pensare e usare questo termine.
Il mercato incontrastato ha dominato i giornali e le televisioni di questa decada malefica. Tutto in funzione del profitto e dell’efficienza, da quando a fine anni ’90 furono relegate al WTO competenze che superavano a livello normativo le decisioni nazionali.
A contrastare il WTO, ma soprattutto le politiche che rappresentava, si sviluppo in quegli anni un movimento che mise in moto tantissime energie riuscendo a far dialogare attori molto diversi, consapevoli dei rischi di uno sviluppo che metteva l’interesse economico sopra qualsiasi altro aspetto. Quel movimento fu contrastato duramente, sin dall’inizio e messo definitivamente a tacere a forze di violenze e torture in quei maledetti giorni di Genova. Da allora, pochi mesi prima dell’11 settembre, si è diffusa la paura portando divisioni fra chi si opponeva e le grida di chi nascondeva tutto dietro la guerra al terrorismo e allo sviluppo economico, hanno coperto qualsiasi voce critica.
In questi anni ci sono state numerose prove del fallimento di quelle politiche fino all’esplosione, quasi catartica, della bolla speculativa sui mercati finanziari internazionali di poche settimane fa con l’improvvisa urgenza di ridefinire le regole del mercato.
In tutto questo è arrivato Obama, inaspettato, una variante imprevedibile e per questo anche più sorprendente. All’improvviso, giornalisti e politici, che osannavano il mercato, si ritrovano a parlare di etica, ammettendo che un’epoca è finita. All’improvviso non è più eresia parlare di stato sociale. All’improvviso si può progettare uno sviluppo economico differente. All’improvviso un nero sta diventando Presidente degli stati uniti d’america.
Domani avrà delle conseguenze importanti, per fortuna, sulla nostra vita e sulla maniera di vedere il mondo. Per questo dovremo festeggiare l’arrivo di Obama come l’inizio di una nuovo periodo, come fine di questi anni barbarici, finalmente senza scetticismo e perplessità.
Grazie (ar ca..) Ragazzi!
Dopo essersi impossessata di un grido da stadio che gli italiani non sono più liberi di urlare allo stadio, la destra decide di fare suo quello che era un altro slogan calcistico o comunque sportivo "Grazie Ragazzi" con uno spot a mio avviso inutile patetico e fuorviante.
Un ridente paesino dall'aria tutta toscana o umbra, abitato da soli anziani o giovani con la faccia poco intelligente viene improvvisametne invaso una mattina (mentre tutti stanno in giro e nessuno lavora MAH) da un plotone misto di esercito carabinieri polizia finanza cacciatorpedinieri sommozzatori, insomma, una piccola parata del 2 giugno de noantri.
Si festeggiano i 90 anni delle Forze Armate e DELL'UNITA NAZIONALE (1918 - 2008).
Beh, gia il titolo è ingannevole a mio avviso, perchè i primi "50" anni del '900 in Italia non mi sono sembrati proprio sotto il segno dell'UNITA': due guerre, il periodo fascista, insomma, a me di stappare lo spumante non mi viene proprio voglia.
Lo spot è patetico al livello di quello della fiat 500, quello in cui, per farci sentire I T T T TA L I A N I hanno messo il Papa, Falcone, Borsellino per pubblicizzare una macchina.
Ora penso, oh cavolo, se mi succedesse a me me la darei a gambe levate... e invece no, il paese di soli vecchi comincia a battere le
mani, soddisfatto, VOLANO SORRISI E PACCHE che neanche fosse la finale dei mondiali.
Il plotone sparisce all'orizzone e qui appare il BANDIERONE (GRAZIE RAGAZZI).
Questa si chiama PROPAGANDA, noto strumento per il lavaggio del cervello della gente.
Mi chiedo: avevamo bisogno di questo spot? Il BANDIERONE ci emoziona ancora tanto? Dobbiamo veramente dire GRAZIE RAGAZZI alle Forze dell'Ordine?
Ma con che faccia di legno questo governo fa lo spot sui militari?
Ma con che faccia di legno questo governo fa lo spot sui militari?
Meno di una settimana fa i fascisti prendevano a cinghiate ADOLESCENTI INDIFESI e la polizia GUARDAVA.
Poco fa sono arrivate le condanne per i fatti di Genova dove innaggiando al duce forze dell'ordine hanno TORTURATO ragazzi e ragazze per 2 giorni nel carcere.
Investiamo ingenti somme di denaro per attrezzature da guerra e poi facciamo gli spavaldi il 2 giugno alla parata dei soldatini.
Collaboriamo con le invasioni barbariche nei confronti del medio oriente.
Usiamo i poliziotti come carne da macello allo stadio o per fare i portaborse ai politici.
Se proprio dobbiamo convivere con tutto questo almeno un po di decenza:
PURE LO SPOT IN TV DOVEVAMO FARE?!
Il 2 giugno invece di fare i coatti con i carri armati ai foro imperiali investiamo quei soldi in cose UTILI.
Invece di fare lo spot per i militari FACCIAMO UNO SPOT CON I PRECARI, I DISOCCUPATI, I METALMECCANICI e tutte quelle categorie che non arrivano a fine mese.
QUELLI SONO GLI ITALIANI CHE MANDANO AVANTI LA BARACCA.
Per gli altri:
GRAZIE (AR C...) RAGAZZI!
E non è uno sfogo cieco contro le forze dell'ordine. E' che non vorrei sentirmi osservato ma protetto, è che non vorrei essere trattato con sospetto quando io do rispetto. E' che dovrebbero tutti rendersi conto che chi "comanda" ci vuole usare.
Per gli altri:
GRAZIE (AR C...) RAGAZZI!
E non è uno sfogo cieco contro le forze dell'ordine. E' che non vorrei sentirmi osservato ma protetto, è che non vorrei essere trattato con sospetto quando io do rispetto. E' che dovrebbero tutti rendersi conto che chi "comanda" ci vuole usare.
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